Premio Sabrina Sganga 2016

 


Associazione Sabrina Sganga
Controradio
Controradio CLUB
Oxfam Italia
Cospe
Banca Etica

hanno presentato la IV° edizione del

Premio Giornalistico Sabrina Sganga
Questione di Stili

“Consumo critico, etica, ecologia:
Idee e progetti per un’altra società”


Il mondo sotto casa
La centralità del ruolo dei migranti
nella trasformazione della società

È indetta la quarta Edizione del “Premio Giornalistico Sabrina Sganga – Questione di Stili”

Il Premio è riservato a giornalisti (professionisti, pubblicisti, praticanti e allievi delle scuole di giornalismo) fotografi, attivisti e operatori del campo della comunicazione, nei settori della carta stampata, radio, televisione, cinema documentario e nuovi media.


Elena Palumbo ha letto nel corso della premiazione della IV Edizione del Premio Giornalistico Sabrina Sganga il testo tratto da “Lettere contro la guerra” di Tiziano Terzani

IL MONDO E’ DI TUTTI

Il grande progresso materiale non è andato di pari passo col nostro progresso spirituale.

Anzi, forse, da questo punto di vista l’Uomo non è mai stato tanto povero da quando è diventato così ricco.

Da qui l’idea che egli, coscientemente, inverta questa tendenza e riprenda il controllo di quello straordinario strumento che è la sua mente, quella mente che dovrebbe rivolgersi anche all’esplorazione del mondo interno, alla coscienza di sé.

Oggi non si può pensare di continuare a tenere povera una gran parte del Mondo per rendere la nostra sempre più ricca. Prima o poi, in una forma o nell’altra, il conto ci verrà presentato; o dagli Uomini o dalla Natura stessa.

Certo ogni conflitto ha le sue cause e queste vanno affrontate. Ma tutto sarà inutile finché gli Uni non accetteranno l’esistenza degli Altri ed il loro essere eguali, finché noi non accetteremo che la violenza conduce solo ad altra violenza e che l’odio crea solo altro odio.

Dobbiamo cambiare atteggiamento. Cominciamo a prendere le decisioni che ci riguardano e che riguardano gli altri sulla base di più moralità e meno interesse.

Facciamo più quello che è giusto, invece di quello che ci conviene.

E’ il momento di uscire allo scoperto, è il momento di impegnarsi per i valori in cui si crede.

Una civiltà si rafforza con la sua determinazione morale molto più che con nuove armi.

ALLORA FERMIAMOCI. Guardiamo all’oggi dal punto di vista del domani per non doverci rammaricare poi di aver perso una buona occasione.

L’occasione è di capire, una volta per tutte, che il Mondo è Uno, che ogni parte ha il suo senso, che è possibile rimpiazzare la logica della competitività con l’Etica della coesistenza, che nessuno ha il monopolio di nulla, che l’idea di una civiltà superiore a un’altra è solo frutto di ignoranza, che l’armonia, come la bellezza sta nell’equilibrio degli opposti e che l’idea di eliminare uno dei due è semplicemente sacrilega.

Da “Lettere contro la guerra” di Tiziano Terzani

Schermata 2016-02-04 alle 10.55.53A Sabrina mi legano tanti ricordi, personali e culturali. Ma il suo entusiasmo e la passione con la determinazione di andare laddove il tema era più scottante e attuale, segnano il più vivo ricordo di lei. Penso che un premio a un progetto giornalistico in suo nome, sia il modo migliore per ricordarla e uno stimolo forte per non arrendersi ai luoghi comuni del dire, cercare non solo la notizia per fare cronaca ma indagare, esplorando il più possibile, dove la notizia nasce. Non accontentarsi di informarsi ma volere capire e andare dove il ‘fuoco brucia’. Come si suol dire ‘dentro la notizia’.

Il ruolo dei migranti nella trasformazione della società: questo il titolo al tema da svolgere di questa edizione del premio a lei dedicato. Nessun altro titolo avrebbe potuto meglio di questo rappresentare Sabrina: lei, che in tempi non sospetti ha dato voce a tanti migranti con interviste e dialoghi sul tema dell’immigrazione e sulla convivenza. E non posso a questo punto non ricordare le volte che mi chiamava, di solito la mattina, per intervistarmi sulle questioni dei migranti, sul problema della casa, o sui temi della convivenza civile. Una voce, la sua, che dalla radio di Controradio era attesa da tutti noi. Noi, che siamo onorati di averla conosciuta.

Mbaye Pape Diaw, giurato

bufanoLa butto lì.
Mi piacerebbe che qualcuno un giorno tornasse a visitare quelle nuove realtà  sociali che Sabrina documentava con i suoi reportage. Esperienze di una vita diversa, lontane anni luce dai nostri scenari quotidiani. Penso ai reportage dagli ecovillaggi, dalle cooperative agricole, dalle comunità di accoglienza. Da realtà nate per rinnovare profondamente consuetudini e stili di vita deleteri e assolutamente in contrasto con i concetti di sostenibilità e qualità della vita.

Sabrina era una giornalista di grande spessore al quale univa una grande passione. Sono sicuro che tornare a verificare e documentare quelle esperienze otto o dieci anni dopo, sarebbe stato un impegno che lei avrebbe affrontato con grande entusiasmo e grande professionalità.

E’ possibile che alcune di quelle realtà possano non essersi evolute in senso positivo.  Le difficoltà sono molte e andare controcorrente è un’impresa ardua.  Ma Sabrina, oltre che appassionata, era anche molto pragmatica ed andare a verificare se idee affascinanti fossero riuscite ad avere gambe ed andare avanti, sarebbe stato un progetto giornalistico nel quale si sarebbe buttata a capofitto.
Ho visto che Elena, sua figlia, realizza video e so che vorrebbe provare ad avere esperienze radiofoniche. Vediamo che succede. Tra un po’.

Mario Bufano, Direttore Controradio

foto MNori 2014Ci siamo conosciuti sotto la Guernica alla facoltá di Lettere durante la pantera, e vent’anni dopo la sua voce mi accompagnava ancora dovunque andassi, Etiopia o Mauritania, dallo streaming di Controradio, insegnandomi a fare cose ovvie e giuste, ma spesso non sapute. Dal riciclare i tappi delle bibite, ad utilizzare certi fertilizzanti. Io agronomo presunto ambientalista semplicemente certe cose non le sapevo. E la voce di Sabrina alla radio mi rendeva cosciente delle implicazioni del mio stile di vita – quindi cittadino.

In un mondo in cui le informazioni sono spesso troppe e poco filtrate, la voce di Sabrina dava la direzione, era la bussola di dati e ragionamenti che altrove non si trovavano. Semplice ed efficace. Appena quindi mi sono riavvicinato a Firenze nel mio girovagare ho pensato che avesse senso contribuire a mantenere e sviluppare lo sforzo di questo messaggio, che aiuta a renderci migliori.

Rifiuti, energia, migrazioni, ed altre tematiche cardine spesso insabbiate nel sopravvivere quotidiano, sono la chiave per cambiare noi stessi e quindi il mondo come lo viviamo. Partecipare al premio dell’Associazione Sabrina Sganga è dunque la possibilitá di vivere meglio come persona, cittadino, padre, figlio, compagno, agronomo, utente e tutte le altre identità che interpretiamo ogni giorno. Ed il privilegio di poter trasmettere e riverberare in maniera creativa un messaggio necessario.  

Michele Nori, membro della giuria