Alberto Zoratti

Il Premio Sabrina Sganga è prima di tutto un’opportunità. Ce ne sono poche, oggi, nel nostro Paese, soprattutto per chi ha scelto di andare in direzione ostinata e contraria. La sostenibilità, parola di cui tutti si riempiono la bocca, dai Governi agli eventi di marketing come Expo, rimane nell’aria spesso come buona intuizione e come un desiderata diffuso, ma tra il dire, il pensare e il fare troppo spesso c’è il mare magnum delle difficoltà economiche, dell’invisibilità, della mancanza di sostegno. Il Premio Sabrina Sganga nasce per continuare a rendere presenti una sensibilità e una competenza di una persona che ha creduto in tutto questo, che gli ha dato voce e con questo legittimità e sostegno seppur indiretto. E nel corso degli anni è diventato un approdo per molti, piccolo forse, probabilmente (ancora) limitato nelle sue possibilità di sostenere economicamente un’esperienza virtuosa, ma assolutamente importante per dare ossigeno a chi cerca di trasformare e  migliorare l’esistente.

Con il Premio ancora una volta si dimostra che la società civile fa da sé: trova risposte a una crisi irriducibile, cerca sostegni, accreditamenti e quando può se li crea. Nonostante un contesto difficile e una politica distante anni luce dai bisogni e dalle esigenze di tutte e di tutti. Il Premio Sabrina Sganga è una finestra su questo mondo di persone  e di esperienze positive, politiche nel senso più bello e profondo del termine, è secondo me uno spiraglio aperto capace di fare entrare un po’ di aria fresca per alimentare chi cerca un senso in una società sempre più ripiegata su se stessa.

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