Danilo De Biasio

danilo-de-biasio

Di Sabrina ho un ricordo struggente: una notte, un paio d’anni fa, sulla terrazza della Fortezza da Basso a guardare le stelle. Una serata calda e umida, piena di gioiosa confusione. Forse non siamo neppure riusciti a scorgere un astro, con così tanta gente in fila per un paio di telescopi, ma era il contesto che mi ha lasciato un buon retrogusto. L’occasione era Terrafutura, l’iniziativa in cui ci muovevamo come gli orsi quando scoprono un alveare: il volontariato e i massaggi ayurvedici, il microcredito e le crepes alla farina di castagne e ricotta, maglioni colorati come non ne vedevo dal ’79 alla Fiera di Senigallia e tanti bambini. Datemi dell’ingenuo ma quell’habitat per me è la conferma che davvero “un mondo diverso è possibile”. A cavallo del terzo millennio sembrava potesse diventare un fiume in piena, una filosofia e comportamenti collettivi, di massa; adesso credo sia più giusto ammettere che quelle buone idee riguardano nicchie, spesso elites. Che però quando si ritrovano assieme stanno bene. E comunicano quel benessere, dimostrano che sarebbe davvero possibile essere più equi, più sani, più rispettosi dell’ambiente che ci circonda. Sabrina – a cui questo Premio è dedicato – si muoveva a suo agio in quel mondo. Ai partecipanti al concorso il compito di proseguire, di scoprire piccole ma importanti buone pratiche e metterle in relazione con un’economia largamente ostile al buon senso. In qualche modo ciascuno dei partecipanti al premio dovrà metaforicamente ripartire da quel tetto alla Fortezza da Basso e guardare dentro quel telescopio, ma coi piedi ben piantati per terra.

Quest'articolo è stato pubblicato in featured, Il premio secondo.... Bookmark il permalink.