Francesco Meneguzzo

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Una canzone molto poco conforme a un certo punto recita che la storia ricorda solo il coraggio e l’onore: anche servisse soltanto ad ampliare lo spazio che Sabrina merita nella Storia, lei che di coraggio e onore ne aveva da vendere, questo Premio sarebbe pienamente giustificato.
Quando ormai parecchi anni fa ero tra i pochi a sostenere l’imminenza della crisi, trovandone nella fine dell’energia a buon mercato la ragione portante, Sabrina, quasi sola, mi concedeva di parlarne incalzandomi per saperne e farne sapere di più; pareva poi di aver fatto qualcosa d’importante per il nostro Paese con la svolta energetica del 2007, e nuovamente non passava settimana senza un approfondimento, fino alla straordinaria esperienza del ciclo delle Lezioni di Stile che erano per me un appuntamento tra i più sentiti e impegnativi.
La stampa, i giornalisti, il loro potere vero o presunto: un fardello pesante da portare a meno di avere spalle sufficientemente robuste, dignità e anche il senso della propria missione. La missione, che era quella di Sabrina, di approfondire e fornire al pubblico gli strumenti per capire, connettere i fatti, scavare sotto e oltre l’apparenza un po’ aneddotica rappresentata dal mainstream, fregandosene di pestare i piedi a qualcuno e di scontrarsi con le abitudini consolidate, mentali e pratiche. E anche promuovere la capacità di stupirsi e modificare il proprio pensiero secondo la forza dei fatti. Questa era e sarà per sempre Sabrina, cara amica così poco conforme, e questa, credo, anche la missione del suo Premio.

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