Luca Martinelli

L’esempio di Sabrina è quello di una giornalista in movimento, in continua evoluzione, capace di mettere al centro l’idea (lo spunto per un servizio, o un tema, o un nuovo ambito da approfondire) e non l’attore. Con questo premio lei continua ad invitare ognuno di noi, giornalisti che decidiamo di concorrervi, a mettersi in gioco, e a dare di più.

Non è un riconoscimento per il lavoro fatto, ma l’incitazione a “fare un passo oltre”. È questa, a mio avviso, la ricchezza più grande di “Questione di stili”, e ciò che mi fa essere davvero felice nel pensare che sia stato il mio primo premio giornalistico. L’esortazione è quella di continuare a sperimentare, a curiosare, a immaginare, a guardare oltre. Considero importante, pur lavorando all’interno di una testata, e non come freelance, che il bando offra al vincitore la possibilità “materiale” di realizzare un progetto complesso, garantendo quella libertà di movimento “spaziale” (per la raccolta di notizie, che dev’essere sempre frutto di incontri) che spesso è un ostacolo alla realizzazione di buoni articoli.

Ecco perché “il premio” è un invito a fare del buon giornalismo. E chiede al giornalista di aiutare il lettore a comprendere una realtà complessa, e in evoluzione (il nostro Paese, in questo caso). Per questo, lo considero “necessario”, un bene comune che abbiamo tutti il dovere di valorizzare al massimo.

Luca Martinelli, Altreconomia (vincitore del premio giornalistico “Sabrina Sganga” nel 2014)

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