Vincitori edizione 2016

PRIMA SEZIONE – Progetto giornalistico da realizzare

Vincitori

• Primo premio a pari merito a Daniela Sala e Gaetano Veninata per il progetto “I nuovi italiani contro lo sfruttamento” web-reportage composto da: 1 articolo di 6mila battute, galleria fotografica, 2 video di 3 minuti, 1 video reportage di 5 minuti, un audio-reportage di 15 minuti.

Motivazioni:
Il progetto di Daniela Sala e Gaetano Veninata coniuga al meglio l’ambito generale del premio che è l’esplorazione della galassia di esperienze virtuose su consumo critico, stili di vita sostenibili, critica al mercato neoliberista e altra-economia, con il tema particolare di quest’anno (migranti). Mette al centro il protagonismo di quei migranti, braccianti e sfruttati, promotori di lotte per la dignità e i diritti di tutti/e, che con il loro farsi soggetti politici, stanno riscattando l’immagine del migrante, parassita, fannullone e opportunista, proposta dalle agenzie informative e politiche. Il progetto evidenzia anche una drammatica realtà ovvero il fatto che la mercificazione del migrante e lo sfruttamento del lavoratore agricolo è oggi strutturale e non eccezionale, rispetto alla produzione alimentare italiana. Senza cioè quei braccianti irregolari e sfruttati, non ci sarebbero sugli scaffali dei supermercati quei prodotti a quei prezzi, prodotti e prezzi ai quali, come consumatori viziati, non sappiamo più rinunciare.

• Primo premio a pari merito Premio a Leila Salah per il progetto “Arcobaleno Islam” reportage giornalistico multimediale: servizio video e audio, testi, foto e grafici interattivi con i dati sull’omosessualità nel mondo arabo

Motivazioni:
il progetto di Leila Salah si propone di raccontare la difficile e delicata battaglia delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer e intersessuali (LGBTQI) di fede islamica. Realizzato sulle due sponde del Mediterraneo, il progetto ha il pregio di farci scoprire un islam sfaccettato, moderno, del tutto differente da quello uniforme e retrogrado che le agenzie di informazione e politica ci propongono continuamente. La Giuria ritiene prezioso e necessario, in tempi di islamofobia, valorizzare proprio quell’Islam liberale, antifascista, spirituale ma non clericale o istituzionale, che prende le distanze dai nazionalismi, dai paternalismi e dalle élite oscurantiste e dogmatiche rafforzando la forza emancipatrice interna all’Islam.

Menzioni speciali

• Silvia Ricciardi per il progetto “Aglio olio e peperoncino” web serie

Motivazioni:
La Giuria ha apprezzato la dimensione cosmopolita del progetto, che racconta Casa Consolat, un’esperienza marsigliese che coniuga cucina, convivialità, accoglienza, integrazione, stili di vita sostenibili, ecologia, espressività e scambio di saperi. Il tutto a prezzi trasparenti e coniugati alle possibilità di contribuzione di ciascun*. Il progetto esplora un mondo di artisti, studenti, musicisti, intellettuali, performer, che attorno a una social-table si mescola a quello di viandanti, globe-trotter e lavoratori migranti. E’ l’Europa dei popoli, l’Europa del metissage, l’Europa che supera i nazionalismi a favore di tradizioni culturali e culinarie locali, legate alla qualità della terra. Filiere produttive molto corte e traiettorie progettuali e di vita più lunghe possibili: è questo il respiro di quel mondo diverso possibile che il lavoro di Sabrina ha esplorato e contribuito a costruire.

• Simona Carnino e Carolina Lucchesini per il progetto “In prima fila”, web-doc composto da articolo di 6mila battute, galleria fotografica, 2 video di 3 minuti, 1 video reportage di 5 minuti, un audio-reportage di 15 minuti.

Motivazioni:
la Giuria ha apprezzato questo progetto sia da un punto di vista formale che per il suo contenuto di senso. Si tratta di otto esperienze italiane reali e significative di mutualismo tra migranti, peer-to-peer, promosse da persone immigrate che, una volta trovato in Italia un minimo di equilibrio si sono messe a disposizione per facilitare i nuovi arrivati. Chi ha beneficiato di sostegno e risorse restituisce tali benefici a chi ne ha bisogno o si mette al servizio di nuovi progetti utili affermandosi come soggetto attivo e competente e dando vita a un circolo virtuoso e replicabile, nel quale, chiunque entri, educa e viene a sua volta educato alla mondialità e all’alterità culturale.

SECONDA SEZIONE – Prodotto giornalistico realizzato nel 2015

Vincitrice

• Giulia Bondi per il prodotto “La stanza degli ospiti” – un reportage radiofonico in 4 puntate andato in onda su Radio Rai 3 nel format “Tre soldi”, un viaggio radiofonico nell’Italia che accoglie i migranti. Giulia Bondi ha candidato al premio una delle quattro puntate, quella dedicata all’esperienza di Radio Ghetto Amisnet.

Motivazioni:
La Giuria ha deciso di premiare il servizio radiofonico di Giulia Bondi registrato nella realtà degradata del Gran Ghetto di Rignano Garganico e nella struttura “Specchio Straniero” di Trieste. Da una parte la baraccopoli estiva dove durante la stagione della raccolta dei pomodori vivono in stato di totale indigenza 2500 persone, dall’altra i richiedenti asilo ospitati nella struttura triestina. In entrambi i casi l’autrice ha avuto il merito di avere finalmente restituito la parola a quegli oppressi, di cui tanto si parla ma che mai abbiamo l’occasione di ascoltare. Scopriamo così che dietro la parola “immigrati” ci sono individui che aspirano a diventare cittadini e che sono capaci di avanzare le loro richieste, rivendicazioni e denunce, con dignità e protagonismo.

Menzioni speciali

• Rocco Rorardelli per al serie fotografica “seguendo le rotte balcaniche” pubblicate nel 2015 da Le Monde Magazine, Le Figaro Magazine, GEO France, Paris Match, Der Spiegel, Newsweek, The Wall Street Journal, D di Repubblica, L’Espresso, Vanity Fair, L’Europeo, Io Donna, Corriere della Sera Magazine, Elle France, Monocle

Motivazioni:
Con il suo progetto fotografico “trans europe migration” Rorardelli riesce efficacemente a spostare il punto di vista sulle migrazioni, modificandone il significato da emergenza a fenomeno naturale. Le vedute aeree di Rorardelli, perdendo ogni connotazione etnica o religiosa, restituiscono un insieme naturalistico di viventi guidati dall’innato istinto a orientarsi verso una vita migliore, ricordandoci che come ogni altra specie, anche noi sapiens, dal momento in cui abbiamo lasciato l’Africa oltre 100.000 anni fa, non abbiamo mai smesso di migrare.

• Dario Falcini per l’articolo “i piccoli scismi dell’Islam italiano” pubblicato su Pagina 99 nel novembre 2015

Motivazioni:
Abbiamo apprezzato il lavoro di Dario Falcini che denuncia l’urgenza di un’intesa tra lo Stato Italiano e l’Islam, seconda religione del paese e unica a non godere di alcuna tutela giuridica per la volontà politica di mantenerla in uno stato di informalità. Evidenzia inoltre la caratteristica plurale e frastagliata dell’Islam e ravvisa nelle moschee – troppo spesso osteggiate da movimenti islamofobici – non solo luoghi di culto ma centri di erogazione di servizi con le loro attività di alfabetizzazione all’italiano per adulti, di sostegno scolastico per i minori, di mutua assistenza, di organizzazione delle feste e dei raduni collettivi. Veri e propri laboratori di pluralismo ed efficaci antidoti al radicalismo, che tende ad affermarsi soprattutto on-line.